La Primavera di Lamezia

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Cooperativa Le Agricole

di Novella SpanòUn attentato della ‘ndrangheta nel 2006 cambia il volto di questo pezzodi Calabria. Prima l’associazione antiracket che raccoglie 60 imprenditori, poi le denunce e i processi. Ora è la città del sociale. Contro tutte le mafie

Spira un vento fresco di primavera sulla Piana lametina, un vento di rinascita che sembra aver scombinato, negli ultimi anni, i piani di chi a Lamezia Terme ci ha vissuto bene, tra il silenzio e la connivenza, facendo della città calabrese il centro di confluenza e di interessi tra economia e ‘ndrangheta. Qualcosa però di questo meccanismo sembra improvvisamente essersi inceppato.

Lamezia è diventata una città di resistenza. È la storia di una rinascita, sociale, culturale, economica. Il lavoro e l’impegno di istituzioni e associazionismo ha fatto di questa cittadina ‘la città del sociale’ in Italia.

Sono le persone che cambiano la fisionomia di un luogo e a Lamezia di personaggi virtuosi ce ne sono tanti, don Giacomo Panizza, un prete giunto dal nord Italia che ha cambiato il destino di molte vite difficili, fondatore della comunità Progetto Sud e di una casa famiglia nata grazie alla confisca di beni sottratti alla ‘ndrangheta.

Per anni ha subito minacce da chi quel bene l’aveva perso ma don Giacomo ha tirato avanti, coraggiosamente. Come scatole cinesi, un buon progetto ne ha germinato un altro e poi un altro ancora, fino a ridisegnare i confini di un territorio divenuto ‘sociale’. Sono innumerevoli le associazioni che oggi gravitano attorno a questa realtà e tutte, incredibilmente, lavorano su obiettivi veri, contrastando emergenze sociali frutto di una povertà materiale e culturale che tocca molte famiglie lametine ma che non risparmia le classi dirigenti e i benpensanti.

Sono azioni quotidiane solidali che, giorno dopo giorno, incidono sulla pelle di chi il disagio lo annusa come l’aria che respira. Le Agricole a Lamezia Terme sono donne strappate ad una vita problematica, a soprusi domestici, a umiliazioni sociali. Anche loro, aiutate da don Giacomo e da più associazioni locali, tra cui la Mago Merlino, in prima linea nel sostegno a donne in difficoltà, hanno trovato una strada da percorrere, un terreno agricolo dato in gestione dalla Curia su cui costruire un progetto di lavoro, di impresa, di riscatto.

È nato L’Erbaio, appezzamento di terreno a coltura biologica che ogni giorno vede queste giovani donne impegnate in un lavoro pesante, quello dei campi, di regola svolto da uomini. «Come cresce un albero, possiamo crescere anche noi», sono le parole di Roberta Mazza, coordinatrice del gruppo, trentatre anni, madre di tre figli, che con questo lavoro spera presto di poter sostenere la sua famiglia. Volti pieni di dolcezza dagli sguardi aspri di chi cresce non riuscendo a ipotizzare un futuro.

Nel 2010 Le Agricole hanno subito danneggiamenti al terreno e furti, chiaro segno di una cecità che va la di là dell’intimidazione mafiosa e che racconta molto di più di un luogo in cui la cristallizzazione di comportamenti e modi di pensare ha spalleggiato la prepotenza e l’arroganza di quella realtà malavitosa convinta di poter scegliere un destino per tutti.

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Un commento a "La Primavera di Lamezia"

[...] il servizio di Novella Spanò su Lamezia Terme, con una lunga intervista al sindaco Gianni Speranza Questo il link dell’articolo ( per leggere l’articolo bisogna registrarsi gratuitamente alla versione online della rivista [...]

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