Precari siciliani, dal comma 22 alla legge 922

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di Sebastiano Bavetta e Antonio Cognata – Alla Regione Siciliana adesso c’è la 922A. Attenzione, niente malignità! Non pensate che si tratti del prototipo dell’ultimo modello di Harley Davidson. No! Per la mobilità alla Regione Siciliana apprezzano molto le auto tedesche di grossa cilindrata e persino i cavalli, ma le moto ancora no.

La 922A è infatti solo una legge, una delle ultime votate dal Parlamento regionale, che si basa su un’idea strate- gicamente molto semplice e al contempo efficace. Poiché il fine della politica è il consenso, se non ci sono i soldi per comprarlo — e pare proprio che non ci siano visto che lo squilibrio di parte corrente ha raggiunto i 2,5 miliardi di Euro — conviene simularne l’acquisto e trasferire la respon-sabilità per il mancato soddisfacimento delle promesse elet- torali a qualcun altro, per esempio a un’assemblea legislativa di livello superiore. Per chiarire, ecco un caso concreto.

Una regione ha (tra gli altri) 19mila precari da stabilizzare ma non ha le risorse per farlo. Bisogna fare in fretta; i precari devono essere stabilizzati per legge nazionale entro il 2012 e, soprattutto, a fine ottobre ci saranno le elezioni. È chiaro che Parlamento e Governo regionale non possono permettersi di non dare risposte alle legittime aspirazioni di tante famiglie.

Serve una ‘pensata’, un’idea giusta. Ecco che un relatore, dopo lunga e approfondita discussione in commissione, propone all’aula di votare una legge che altro non è che una pro- posta di legge da inviare al parlamento nazionale (anch’esso in campagna elettorale), nella quale si chiede di modificare le leggi dello Stato e dare alla regione la possibilità di realiz-zare il suo imprescindibile obiettivo politico di stabilizzare i precari.

 

La proposta passa pressoché all’unanimità — 49 voti a favore e 2 contrari (chissà poi perché) – tanto simulare l’acquisto conviene a tutti. Appena varata la legge, il relatore si presenta al telegiornale regionale e ‘affida’ il sacrosanto provvedimento nelle sicure mani dei rappresentanti regiona- li al parlamento nazionale che dovrà approvare la proposta avanzata dalla 922A.

La vicenda è paradossale. Anzitutto perché è palesemente un “acquisto fittizio”. In materia di precariato la Regione ha poteri limitati dalle leggi dello Stato. Queste leggi fissano un limite temporale alla conclusione del processo di stabilizza-

zione ed escludono che il processo possa avvenire in contrasto con il rispetto del patto di stabilità e della quota di spesa del personale sulla spesa corrente totale.Nessun comune siciliano soddisfa la seconda condizione. Poiché la 992A serve solo a non chiudere la porta ad un importante bacino di voti in campagna elettorale, si limita a proporre al Parlamento na zionale la sola estensione per un altro triennio dell’orizzonte temporale in cui completare le stabilizzazioni, ben sapendo che non ci sarà alcuna stabilizzazione.

Ma il paradosso più grande sta negli aspetti macroeconomici delle stabilizzazioni. L’idea è sempre la stessa: che la potente macchina redistributiva messa in moto dalla politica generi effetti moltiplicativi della spesa per consumi. Una volta stabilizzati, i precari concorreranno stabilmente alla formazione del PIL perché non soltanto potranno mantenere i propri consumi ma potranno farsi il mutuo per la casa e investire sul futuro.

Peccato che nessuno dica chi possa garantire a queste 19 mila persone un futuro visto che la stabilità dei loro con- sumi dipenderà dalla capacità di un bel numero di enti locali con disponibilià di risorse sempre minori di fare fronte alle proprie obbligazioni.

Il meccanismo ha anche una sua innovativa attualità: nel momento di crisi dei debiti sovrani la 922A suggerisce la condi- visione degli oneri delle amministrazioni locali poiché, ottenuta la proroga, si comincia a negoziare qualsiasi iniziativa che – chissà – domani garantisca le stabilizzazioni. Un po’ ciò che i PIGS chiedono all’Europa. Chissà cosa ne direbbero i tedeschi.

A questo punto, Mont Pelegrin, che s’intende pure di calcio, ha una sua ipotesi. La vittoria dell’Italia contro l’Inghilterra ci ha aperto le semifinali dei campionati europei 2012 con- segnandoci la Germania, l’avversario di sempre, in grado di esaltarci. Il 922A può essere l’innovativo modulo per dispor- re in campo la nazionale.

Tra chi suggerisce il 4-3-2-1— con Balotelli unica punta — e chi vorrebbe il 4-4-2 con Cassano prima punta, Prandelli potrebbe scegliere il 9-2-2A. E pazienza se i conti non tornano (9+2+2=13): non sarebbe la prima volta da questo lato dello stretto e poi, cara Frau Merkel, dove lo metti l’effetto moltiplicativo?

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2 commenti a "Precari siciliani, dal comma 22 alla legge 922"

GIUSEPPE scrive:

Le considerazioni non fanno una grinza. Peccato che tra gli estensori figura il soprintendente al teatro massimo la cui gestione si è rivelata una delle più fallimentari, se non la più fallimentare in sesnso assoluto. Coi soldi nostri, ovviamente. E perchè non vi siano fraintendimenti, mi chiedo se fra le auto tedesche con molti cavalli di cui si celebra (e si depreca) l’uso regionale, vi sia anche quella (sempre pubblica) che il sovrintendente utilizza per i suoi giretti privati (v. tribeca). A spese nostre, ovviamente!!

lybius scrive:

Le considerazioni non fanno una grinza ma visto che uno degli autori ti sta sulle scatole allora puoi dimenticarlo.. Jeez, con talebani del genere ci credo che stiamo andando in rovina… Caro Giuseppe, con tanti cialtroni e caproni che ci sono in Italia, tu te la prendi con un (ipotetico) cialtrone intelligente?

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