– Ho scritto la volta scorsa che ancora non c’è un Leonardo Sciascia fatto santo, che possa proteggere
un intero paese da se stesso. Aggiungo qui, appreso della recente visita del ministro dell’Interno, Anna
Maria Cancellieri, alla Fondazione intitolata all’autore del Giorno della civetta (visita che ha voluto dimostrare come lo scioglimento del consiglio comunale di Racalmuto non intacchi la memoria dello scrittore e la dignità della parte sana del Paese), che non è soltanto riduttivo per Sciascia
legarlo ai destini del luogo dove egli venne al mondo, ma è anche fuorviante rispetto all’inestimabile contributo intellettuale che egli ha dato all’Italia con la sua produzione letteraria.
È giusto ricordare Racalmuto quando si parla di Sciascia, perché molto di quanto egli scrisse si riferisce al suo paese, inteso come microcosmo assegnatogli dal caso e, dunque, come metafora del mondo. Sbagliato è confondere Sciascia con Racalmuto, con le sue vicende politiche, giudiziarie, di campanile. Per questo la Fondazione che lo rappresenta e ne conserva la memoria, non può essere usata come un inginocchiatoio
espiatorio né come il luogo dove decantare i meriti del paese – quando li ha – o, al contrario, lamentare
le sue malefatte.
Su un sasso, posto nel punto più panoramico di Racalmuto, è incisa questa frase tratta dalle
Parrocchie di Regalpetra: «Ho tentato di raccontare qualcosa della vita di un paese che amo, e spero di aver dato il senso di quanto lontana sia questa vita dalla libertà e dalla giustizia, cioè dalla ragione».
Non sono parole di consenso. Sono parole dure, e che sembrano annunciare quel che ai nostri giorni è avvenuto. A Racalmuto, autodefinitosi “paese della ragione”, non c’è mai stata, come in tutta la Sicilia, una pedagogia della ragione. La Fondazione Sciascia è un luogo di studio dove
quella pedagogia può esprimersi e diffondersi. Al di fuori delle vicende del comune di Racalmuto che, sia detto per inciso, da dieci anni non dà un euro della somma che per statuto dovrebbe dare alla Fondazione Sciascia
Leonardo Sciascia? Non è Racalmuto
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