Tremonti sulle orme del Sud

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Ministro Tremonti

di Margherita MancusoIl ministro dell’Economia ha ripetuto il viaggio effettuato il mese scorso da questo giornale. Non ne ha ricevuto un’impressione migliore. Ora si è impegnato a intervenire efficacemente. Ma allora dovrà essere attento a come si utilizzano i fondi Ue.

Il Sud ha fatto scuola. Nel numero scorso abbiamo raccontato come si viaggia nel Mezzogiorno. Un nostro cronista è partito in auto dal capoluogo della Sicilia alla volta di Napoli. Prima l’autostrada Palermo-Messina. Quindi il traghetto per passare lo Stretto e, poi, via sull’autostrada Reggio Calabria-Salerno.

Una volta giunto a Napoli, ritorno in treno. Il ministro dell’Economia, Giulio Tremonti, ha percorso lo stesso itinerario (o quasi, visto che è partito da Roma in treno, destinazione Reggio Calabria, ed è ritornato in treno.

Come San Tommaso, Tremonti ha voluto provare di persona come si viaggia nel Meridione. A tenergli compagnia, i segretari generali della Cisl e della Uil, rispettivamente, Raffaele Bonanni e Luigi Angeletti.
Sono partiti dalla stazione Termini di Roma, alle 12 in punto. Un ‘Frecciarossa’ li ha condotti a Napoli.

Una volta giunti nella ex capitale dell’ex Regno delle due Sicilie, il superministro e i suoi due ‘illustri’ compagni di avventura hanno proseguito il viaggio su un intercity fino a Lamezia Terme. Per concludere la gita con un treno regionale sino a Reggio Calabria.

Durante il tragitto hanno scambiato opinioni con pendolari, studenti e immigrati. Qualcuno deve aver spifferato tutto a Mauro Moretti, amministratore delegato di Trenitalia. O forse erano tutti d’accordo. Chissà. Fatto sta che, puntuale, è arrivata la telefonata di “buon viaggio” al ministro.

Tremonti, comunque, non ha risparmiato critiche: “Manca l’acqua in tutti e due i bagni della carrozza. Se ci fosse sarebbe meglio”, ha detto a Moretti.
Si scopre così che, sui treni del Belpaese, l’acqua è un optional. Non va meglio sul treno che collega Lamezia Terme a Reggio Calabria, dove il ministro, a quanto si racconta, ha trovato il sapone, ma non l’acqua. Sui treni del Sud, si sa, non si può avere tutto.

Alla fine del viaggio di andata Tremonti ha affermato: “Temevo peggio. Tutto sommato è un treno dignitoso” (mancanza d’acqua a parte, ovviamente). Il ministro dell’Economia, che alla fine si occupa di numeri, non ha potuto fare a meno di fare quattro conti: “Da Milano a Roma il treno impiega tre ore. Da Roma a Reggio siamo partiti alle dodici e siamo arrivati alle diciannove”. Quattro ore in più.
E ancora: “I treni che vengono dal Nord hanno i moscerini spiaccicati sui finestrini. Quelli che vengono dal Sud, no. Al Sud sono più veloci i moscerini dei treni”.

Affermazioni in linea con il servizio di copertina del numero 2 del nostro magazine – il Sud – dove, come già accennato, si parla proprio dei treni del Sud e dell’autostrada Salerno-Reggio Calabria. Un delirio ferroviario e autostradale che abbiamo sintetizzato con il titolo “Alta lentezza”.

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