– Termini Imerese. La storia infinita della rincoversione dell’impianto Fiat
Il progetto della Dr Motors prevedeva investimenti per 115 milioni di euro che sono rimasti sulla carta: i lavoratori vedono avvicinarsi con timore la scadenza della cassa integrazione mentre non sono ancora alle viste credibili soluzioni alternative
Sessantamila vetture all’anno, occupazione per 1312 persone entro il 2015. Sulla carta i presupposti per trasformare e riconvertire l’ex stabilimento Fiat, che doveva essere acquisito dalla molisana Dr Motor, secondo Invitalia, c’erano tutti. Appunto c’erano.
Adesso invece, i 2200 operai dello stabilimento e dell’indotto brancolano nel buio, sempre più vicini alla fatidica data del 31 dicembre 2012 che segna la fine della cassa d’integrazione guadagni e l’inserimento nella grande massa dei disoccupati.
Di chi è la colpa? A detta degli operai e dei sindacati le responsabilità sono tutte di Invitalia, l’agenzia nazionale per l’attrazione degli investimenti e lo sviluppo d’impresa che agisce su mandato del Governo per accrescere la competitività del Paese, in particolare del Mezzogiorno, e per sostenere i settori strategici per lo sviluppo.
I sindacati contestano ad In-vitalia di sapere ἀn dall’inizio che Dr Motor non aveva i fondi necessari per acquisire l’ex stabilimento Fiat, e allora perché questa scelta? Già nel numero di dicembre 2011 il mensile il Sud aveva evidenziato il problema rilevando che i conti non tornavano.
Analogo grido di dolore aveva lanciato anche la Fiom Cgil del Molise che ben conosceva la situazione nella sede centrale di Macchia d’Isernia. Ma Massimo Di Risio, fondatore della Dr Motor, aveva rassicurato tutti: «Abbiamo le idee chiare su cosa fare a Termini Imerese, e cioè quello che faceva la Fiat» spiegando che «quello siciliano diventerà l’unico stabilimento del gruppo».
Sogni ormai infranti già lo scorso primo gennaio e che, per gli operai, si sono aggravati sempre di più in questi ultimi cinque mesi creando una situazione così tesa che rischia di esplodere da un momento all’altro. Gli operai non si fermano, bloccano le stazioni ferroviarie, paralizzano il traffico nel capoluogo siciliano, presidiano il “Palazzo” del governo isolano in nome di una sola cosa: il lavoro, un diritto che dopo 41 anni passati in fabbrica sembrava un diritto acquisito, ma in realtà non è così: «Questa storia deve finire – dice Roberto Mastrosimone, segretario generale della Fiom Cgil di Palermo – vogliamo capire anche la posizione della Regione.
Da mesi sentiamo queste storie sui debiti di Di Risio a Macchia d’Isernia e la ricerca di un fantomatico investitore. Siamo disposti ad un dialogo con la Regione.
Il governatore Raffaele Lombardo ha detto che o sarà Di Risio o un’altra impresa. Ma sarà veramente così? Ogni incontro viene rinviato, perdiamo tempo inutilmente, non abbiamo voglia di allungare ancora i tempi visto che incombe la ἀne della cassa integrazione, prevista per il 31 dicembre 2012. Il progetto della Dr Motor presenta enormi lacune sia dal punto di vista progettuale che industriale e, visto che non riesce a decollare, si devono cercare soluzioni alternative affinché i lavoratori possano avere risposte concrete».
I sindacati chiedono una collaborazione congiun-ta tra Governo regionale, nazionale e Fiat: «Non si può tirare fuori dalla di-scussione la Fiat – continua Mastrosi-mone – che è la maggiore responsabile di tutto quello che è accaduto. Pretendiamo una risposta».
Il piano di riconversione dello stabilimento termitano prevedeva un investimento complessivo di 115 milioni di euro, compren-sivo anche dello sviluppo della rete dei concessionari.
In realtà Dr non ha i soldi necessari per un tale investimento. Da circa 8 mesi, a detta dei sindacati, non paga gli stipendi dei dipendenti, e al-lora come è possibile uscire da questa drammatica situazione? «Ampie rassicurazioni sono state fornite da Di Risio sul fatto che è alla ricerca di un socio pubblico o privato per sanare il debito che ha a Macchia d’Isernia. Ha detto di aver ricevuto numerose richieste e, prima dell’incontro ἀssato a Roma per il 4 giugno con il ministro Passera, annuncia che renderà pubblico questo investitore».
Lo riferisce l’assessore regionale siciliano alle Attività produttive, Marco Venturi, dopo l’incontro, durato poco più di mezz’ora, a palazzo d’Orleans tra il presidente della Regione siciliana Raffaele Lombardo es il patron della Dr Motor.
«Non credo che il prossimo 4 giugno emergeranno fatti nuovi. Non rimane alternativa ad Invitalia che fare un nuovo bando e cercare un nuovo partner. I vertici si dovrebbero dimettere, hanno fatto un errore. Sapevano che Dr Motor non poteva gestire Termini» dice Salvino Caputo presidente della commissione Attività produttive dell’Ars.
Dunque ancora nulla di fatto: «Non crediamo – conclude Mastrosimone – che Dr Motor riuscirà mai a trovare i fondi. Abbiamo appreso che ci sono voci su possibili acquirenti. Se si chiude questa esperienza si deve trovare un’altra soluzione. Noi non ci fermeremo e andremo in massa a Roma il 4 giugno».






Un commento a "I soldi fantasma diventano incubo"
La Fiat che se ne dica è quella che ha meno responsabilità, perchè essa si può spostare e ha per tempo avvisato delle sue intenzioni. Nel sito allegato:
http://lassise.blogspot.com c’è lo stato dell’arte e ciò che pensa Invitalia dopo il 4 giugno. Alcune affermazioni portano a riflettere.