Dopo l’intervista a ‘Il Sud’ Vizzini depone in tribunale

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Vizzini

di Redazione – Il senatore Carlo Vizzini deporrà il prossimo 6 luglio in Tribunale a Palermo al processo a carico del generale dei carabinieri Mario Mori e del colonnello Mauro Obinu. La testimonianza dell’esponente politico è stata decisa sulla scorta dell’intervista rilasciata al mensile ‘il Sud’ di giugno. Vizzini dovrà riferire sui contenuti di una cena, a Roma, con Borsellino ed i magistrati Guido Lo Forte e Gioacchino Natoli, avvenuta il 16 luglio del 1992, tre giorni prima della strage di via D’Amelio e tre giorni dopo la richiesta di archiviazione dell’inchiesta del Ros dei Carabinieri, ‘mafia&appalti’. Nel corso di quella cena Borsellino “ha riferito a ‘Il Sud’ Vizzini, parlava di quell’inchiesta in cui credeva tantissimo anche per capire il perché della strage di Capaci visto che negli appunti del magistrato assassinato il 23 maggio 1992, se ne parlava. La testimonianza di Vizzini (che deporrà come teste assistito perché indagato in procedimento connesso), chiesta dalla difesa di Mori e ammessa dal tribunale nonostante l’opposizione del Pm Antonino Di Matteo, assume rilievo anche alla luce delle dichiarazioni di Angelo Siino, il “ministro dei lavori pubblici” di Cosa nostra secondo cui “L’accelerazione che portò alla morte di Borsellino fu dovuta al fatto che stava per affrontare il tema dei grandi appalti, la gestione di 120mila miliardi di lire spesi dai politici siciliani con l’accordo della mafia». Tesi diversa, insomma, da quella della cosiddetta ‘trattativa’. Il tribunale, sempre per sondare questa ‘pista’ ha deciso di ascoltare in aula anche il giornalista Luca Rossi che realizzò, pochi giorni prima della strage, per il Corriere della sera una intervista a Borsellino nella quale il magistrato parlava proprio di mafia e appalti.

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