Referendum anticasta
Tutto da rifare

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di Giovanni Corrao – Se ne sente parlare da mesi, eppure di giorno in giorno cresce la confusione. Si tratta della chiaccherata raccolta firme nata sul web per indire il referendum contro gli stipendi d’oro dei parlamentari italiani, i più pagati d’Europa.

Attualmente sono presenti due differenti iniziative, entrambe tese a chiedere l’abrogazione parziale della legge 1261/65 (Determinazione delle indennità spettanti ai membri del Parlamento). La prima, lanciata da Unione popolare, punta all’abolizione della sola diaria. La seconda raccolta, nata circa un anno fa su Facebook per iniziativa del Comitato del sole e sostenuta in rete da migliaia di utenti, chiede l’eliminazione di una serie di prerogative e privilegi che comporterebbero il “taglio di circa 12mila euro netti mensili a parlamentare”.

L’argomento è particolarmente sentito e la sete di informazione è percepibile nelle continue richieste di chiarimenti che giungono dalla rete. L’iniziativa non è sponsorizzata sui media né sulle piazze. Alcuni cittadini, recandosi all’ufficio elettorale del Comune di appartenenza hanno potuto porre la propria firma, altri lamentano la mancata conoscenza della raccolta da parte degli uffici.

Il colpo di grazia arriva poi dal Movimento 5 Stelle di Beppe Grillo, l’incitatore per eccellenza
delle masse, in rete come in piazza, che dichiara “I referendum anticasta sono un bufala”. “Il referendum abrogativo – fanno sapere – è regolato da alcuni articoli della legge 352 del 1970”, sulla base dei quali “le firme raccolte in questo periodo siano nulle e inutilizzabili; il primo giorno possibile per depositare le firme per un referendum è il 1 gennaio 2013, ma in questo caso (devono essere depositate entro tre mesi dall’inizio della raccolta) sarebbero valide soltanto le firme raccolte dopo l’1 ottobre 2012. In tal caso, comunque, il referendum potrebbe svolgersi soltanto nel 2014 o addirittura nel 2015, se le elezioni politiche fossero successive all’1 maggio 2013”. E non si fermano qui, ipotizzando che in alternativa alla noncuranza verso le disposizioni normative, il motivo delle campagne referendarie possa essere legato ai cospicui rimborsi elettorali o alla possibilità di sfruttare per altri fini, come già successo, la lista di firme ottenute, magari a sostegno di “qualche nuovo partito pieno di riciclati”.

Pronta la risposta del Comitato del sole, che in riferimento ai limiti normativi chiarisce di esserne a conoscenza “come è a conoscenza di alcuni precedenti significativi per i quali il Governo, con lo strumento del decreto legge, ha derogato alle norme. Il Comitato del sole si sarebbe avvalso dei casi precedenti, chiedendo una deroga”. Ciononostante, “a seguito del conteggio delle firme raccolte finora (circa 250.000) e visto l’esiguo tempo rimasto per il raggiungimento del minimo di 500.000 firme necessarie” comunica l’intenzione di “ripartire con la raccolta firme ad ottobre, invitando pertanto le persone che hanno già firmato, a firmare nuovamente non appena ripartirà la raccolta firme”.

In merito all’impiego di un possibile rimborso referendario, il Comitato ha poi confermato l’intenzione già espressa di devolvere in beneficenza a quattro associazioni l’eventuale importo, tra l’altro ottenibile solo con l’effettiva indizione del referendum.

L’unica certezza, al momento, è che la raccolta firme è sospesa. E sarà tutto da rifare.

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3 commenti a "Referendum anticasta
Tutto da rifare"

Valentina scrive:

penso che è l’ennesima presa in giro e sono sempre più convinta che la sig.ra cancelliere Angela Merkel ha RAGIONE a controllare gli aiuti che
saranno dati all’Italia. siamo governati da politici i più pagati al mon-
do, più numerosi che negli USA, con una pressione fiscale del 54,8%. quand’è che gli Italiani per bene si sveglieranno e diranno BASTA a questo
spreco di denaro pubblico?. non c’è un settore che funzioni: dal lavoro cher manca, alla delinquenza che dilaga, ai trasporti da terzo mondo, istruzione e sanità, salvo casi eccellenti, che fa pena, dove stiamo andando???

Sara scrive:

No comment.

lidia scrive:

cara valentina, grazie.
gli indiani dell’ america dicevano di mettersi per un mese nei mocassins dell’altro per capirlo meglio. adesso figuriamoci berlusca a finanziare le nottate calde a berlino, tipo mange mange (non bunga bunga) con biondi sunny boys strettamente ariani, con salari iperbolici per un idrocefalo di governo (?), pensioni d’oro ed altri eccessi che vengono a galla, mentre il popolino non arriva a sbarcare il lunario.
non sborserebbe una vecchia lira.
parola di lidia

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