‘Ndrangheta, Gratteri: “Al Nord è più forte e controlla voti”

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di Gianluca Fiore – “Oggi le mafie al Settentrione sono più forti perché più ricche, e chi ha soldi comanda, mentre noi al massimo stiamo pareggiando, non stiamo vincendo nessuna guerra”. E’ quanto sostiene il procuratore aggiunto di Reggio Calabria, Nicola Gratteri, in una intervista al settimanale “ASud’Europa” sulle mafie del settentrione.
Secondo il magistrato “c’è un inspiegabile black out che sembra aver colpito tutti su quanto avvenuto negli ultimi decenni al Nord. Chi dice che la ‘Ndrangheta è arrivata in Lombardia o in Piemonte da un paio d’anni è, nella migliore delle ipotesi, in malafede, oppure ignorante”.
Secondo Gratteri, la mafia calabrese al nord, controllerebbe i voti, e il magistrato ricorda anche che l’omicidio del suo collega Bruno Caccia è accaduto nel 1983, e che quindi già più di 25 anni fa, c’erano magistrati fuoriclasse, come Alberto Nobili, in grado di dimostrare l’esistenza di decine di “locali” di ‘ndrangheta, indagando sulla loro gestione nel Milanese.
Infine, il magistrato ha dichiarato “”quella delle cosche calabresi e’ una minoranza sì, ma ben
organizzata, capace di una forza intimidatoria che, spostando di qua o di là il 10% dei voti, può essere determinante per assicurare l’elezione di un sindaco. La cura sulla politica e’ uguale a quella utilizzata per il sistema delle estorsioni”.

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