– L’ultimo giorno di Lombardo presidente si apre con la scia della polemiche scoppiate sulle nomine del governatore. Le ultime nomine, sostengono i deputati dell’Ars che osteggiano il modello Lombardo dell’assegnazione di incarichi – nonostante l’ostinata difesa del presidente che sostiene il rischio di incorrere in un’omissione d’atti nel caso non provvedesse a ricoprire i posti scoperti – sono state fatte in dispregio della corretta procedura parlamentare. Sul banco degli imputati ancora una volta il presidente autonomista della prima commissione consiliare, quel Riccardo Minardo, già artefice di un altro blitz sempre nella commissione parlamentare che presiede.
Lo scorso 10 luglio, Minardo sempre davanti ad un numero esiguo di parlamentari componenti della commissione e approfittando dell’assenza del gruppo parlamentare del Pd impegnato in una riunione fece votare in un blitz fra deputati dello stesso schieramento la bocciatura dell’unico emendamento che al tempo costituiva il ddl bloccanomine. E‘ dovuto intervenire il presidente dell’Ars, Francesco Cascio esattamente come nell’occasione di ieri per invalidare il voto della commissione e riportare in aula il ddl. Ieri al centro dell’esame e del voto di otto o nove deputati della commissione c’era il via libera al pacchetto di nomine, fra gli altri enti, al Cas, all’ente parco dei Nebrodi e dell’Etna, all’Istituto della Vite e del Vino, all’Ircac e alla Crias che secondo gli oppositori di Lombardo sarebbe passato in una riunione convocata in segretezza e senza il numero legale garantito.
La commissione regolamento dell’Ars, convocata da Cascio dopo un pomeriggio intero di dibattito parlamentare dai toni esagerati per essere l’ultima seduta prima delle dimissioni del governatore, ha bocciato l’operato della prima commissione di fatto respinto le nomine. Fra i motivi ostativi alla convalida del voto in commissione ci sarebbe anche la mancata presentazione dei curricula dei nominati alla data dell’affidamento da parte della giunta, ovvero lo scorso 13 luglio. Sull’iter parlamentare e sull’andamento dei lavori d’aula che avevano acceso gli animi e scatenato nuove pesanti critiche all’operato della giunta, il commento che non t’aspetti è proprio quello di Lombardo: “E’ opportuna la decisione assunta dalla Commissione per il regolamento – dice - Alcune di queste nomine risalgono a prima dell‘approvazione della legge “blocca-nomine“ norma che va rispettata anche se ritengo presenti alcuni profili di incostituzionalità” ha detto Lombardo pur sapendo che il commissario dello Stato, propri ieri ha dato il via libera al ddl che entro venerdì sarà pubblicato sulla Gazzetta ufficiale della Regione siciliana. “Ci atterremo – conclude Lombardo – a questa norma, nel corso della fase transitoria che si concluderà con l‘elezione del nuovo governo regionale”.
Oggi dunque le dimissioni di Lombardo: per “cortesia istituzionale”, dopo averlo concordato col presidente Cascio, fra i più assidui interlocutori istituzionali del governatore, Lombardo ha deciso che sarà presente in aula, alle 16.30 per il passaggio parlamentare delle comunicazioni ai deputati. Il presidente dell’Ars, Cascio, però ha assicurato al governatore, scontentando non pochi deputati, che non ci sarà il dibattito sulle dimissioni e che subito dopo toccherà allo stesso presidente dell’Ars formalizzare che entro 90 giorni si svolgeranno le elezioni, nella data concordata con Lombardo e fissata al 28 e 29 ottobre prossimi.
Ma a chi tocca indire i comizi elettorali che danno di fatto il via a tutta la procedura elettorale? Tocca allo stesso presidente Lombardo che, a norma, ha un arco temporale che va dai 30 ai 90 giorni per la fissazione della data. E dato che ormai tutti sono “ragionevolmente” certi che oggi pomeriggio le dimissioni di Lombardo arriveranno, oggi lo sport “regionale” vira decisamente su altri dubbi politici: e se – soprattutto visti gli agitati venti di elezioni anticipate anche al nazionale – Lombardo anticipasse la data del voto in Sicilia? Ma in fondo mancano poche ore alla conclusione del campionato di fantapolitica.


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