Forconi, indicato come “infiltrato” ma non è mafioso

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di Gianpiero Casagni – “Poiché è semplicemente impensabile che la magistratura non sia in grado di compiere il proprio dovere con la correttezza che la riguarda e che tutti devono riconoscerle, non si comprende perché mai” Vincenzo Ercolano non possa partecipare alle manifestazioni dei Forconi e degli autotrasportatori. E’ questo il nodo centrale di una ‘precisazione’, richiesta ed ottenuta dai legali dell’imprenditore catanese Vincenzo Ercolano, dopo una notizia pubblicata sul quotidiano ‘La Sicilia’ di Catania, sul “corriere.it” e su altri siti on line.
La presenza di Enzo Ercolano, nipote del boss mafioso Nitto Santapaola, era stata ‘notata’ ad una conferenza stampa durante il blocco organizzato dal movimento ‘Forza d’urto’ in Sicilia, alle spalle del leader degli autotrasportatori siciliani, Giuseppe Richichi, e questo fatto era stato annoverato nei supposti casi di ‘infiltrazione mafiosa’ di cui era stato primo ‘denunciante’ il presidente di Confindustria Sicilia, Ivan Lo Bello.
Stando ai legali di Ercolano, però, il loro assistito è “incensurato, nel pieno possesso dei diritti civili e politici” nonostante sia stato indagato “da una cinquantina di magistrati” per contiguità alla mafia. I legali rilevano che su richiesta dei Pm di Napoli che ne avevano chiesto ed ottenuto l’arresto dal Gip – poi annullato dal Tribunale del Riesame – Enzo Ercolano “è stato assolto ‘per non aver commesso il fatto’ ottenendo la restituzione dei beni che gli erano stati sequestrati”. Nella precisazione si ricorda anche che “in passato ha scontato alcuni anni in prigione perché condannato per mafia ma non solo è stato assolto dall’accusa, ma è stato anche risarcito per l’illegittima detenzione patita”.
Il ‘caso Ercolano’ fra i ‘Forconi’, insomma, stando alle precisazioni dei legali, non esiste. E ciò, peraltro, è confermato dal fatto che è libero di circolare e le forze dell’ordine e i magistrati italiani, non avrebbero motivo di non agire nei suoi riguardi se fossero vere le illazioni diffuse su giornali e sul web. E non lo hanno fatto, si ritiene, in ossequio anche all’elementare regola del diritto che la ‘responsabilità penale è personale’. Se sussiste.
In tempi in cui, giustamente, si plaude alle recenti proposte di ‘rating antimafia’ per le imprese, sarebbe bene che il nascituro organismo di valutazione – proprio per evitare distorsioni del mercato – trovi regole che lo tengano immune dal ‘venticello’ di rossiniana memoria che finirebbe, per esempio, per condizionare l’attività di imprenditori arrestati e poi assolti da vicende di mafia o truffe.

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3 commenti a "Forconi, indicato come “infiltrato” ma non è mafioso"

Chiara scrive:

Stiamo attenti a non dare etichette e giudizi facili e sbagliati..la magistratura ha fatto luce sulla sua persona e posizione , mentre indagavano ha fatto del carcere che non meritava…nulla e nessuno potrà restituirgli quegli anni di vita persi.

Francesco N. scrive:

Enzo…un bravo ragazzo…un lavoratore…
Incensurato!!!!!

Francesco N. scrive:

Le colpe “dei padri” non devono ricadere sui figli.
Questo imprenditore è già stato “analizzato” a 360°…:da 50 magistrati, si legge sopra…Perchè continuare con insinuazioni???

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